Il Grand Curtius
Un palazzo di mattoni rossi e cinque universi di collezioni per esplorare la storia di Liegi.

Liegi si racconta in un insieme di case
Aperto nella forma attuale nel 2009, il Grand Curtius riunisce collezioni prima disperse in diversi musei. Archeologia, armi, arte religiosa e mosana, vetro e arti decorative compongono un viaggio nel tempo. Il palazzo simbolo è legato a Jean de Corte, detto Curtius, mercante di armi e polvere fra Cinque e Seicento. Mattoni rossi, pietre chiare e decori scolpiti partecipano allo spettacolo. L’interesse supera però la sola facciata: edifici e cortili formano un piccolo quartiere patrimoniale nel cuore antico di Liegi.
Il palazzo che non era tutta la casa
Sorprende un dettaglio: il cosiddetto palazzo Curtius serviva in particolare da casa per ospiti e magazzino. La residenza familiare era in Féronstrée, in un insieme più ampio con dipendenze e giardino. Il nome prestigioso può nascondere un’organizzazione molto pratica fra commercio, rappresentanza e vita domestica. Individuando corti e passaggi si comprende come una fortuna privata abbia segnato la città. Non è una leggenda di quartiere, ma una precisazione del museo sugli usi degli edifici.
Costruire un percorso su misura
Consultate il sito ufficiale del Grand Curtius per accesso, sale aperte, esposizioni e visite accompagnate. Meglio scegliere alcuni dipartimenti e lasciare tempo agli edifici. La stazione di Liège-Saint-Lambert è comoda per proseguire a piedi nel centro storico fino a Féronstrée. Dai Guillemins prevedete un mezzo urbano o un tragitto più lungo. Verificate la coincidenza per il giorno scelto. Una passeggiata verso Saint-Barthélemy e i lungofiume prolunga piacevolmente la lettura di materiali, facciate e città.
Foto e crediti
Foto 1 — Grand Curtius, fotografia del 2022. FrDr · CC BY-SA 4.0 · Fonte.
Foto 2 — Un’altra veduta del Grand Curtius nel 2022. FrDr · CC BY-SA 4.0 · Fonte.
Foto 3 — Dettaglio del Grand Curtius nel 2022. FrDr · CC BY-SA 4.0 · Fonte.




