La Saint-Monon Triple au Miel, Ambly nel bicchiere
Una creazione di Pierre Jacob nata in Famenne, miele di apicoltori locali e una leggenda che non indica l’età della ricetta.
La Famenne come punto d’inizio
La Saint-Monon Triple au Miel viene prodotta ad Ambly, nel comune di Nassogne e nell’arrondissement di Marche-en-Famenne. Questa posizione permette di esplorare il territorio oltre i soli monumenti della città principale. Il birrificio presenta il miele di apicoltori locali come uno degli ingredienti che danno personalità alla referenza. Non va confusa una birra al miele con una bevanda analcolica: la Triple resta una birra da degustazione.
1996, non l’Alto Medioevo
Pierre Jacob avvia l’attività nel 1996 dopo essersi appassionato alla produzione di birra. Il suo percorso di ingegnere industriale agroalimentare accompagna l’avventura di villaggio. Il nome Saint-Monon rimanda invece a un’altra epoca. La casa racconta la leggenda di un eremita legato a Nassogne e diventato protettore di agricoltori, animali e raccolti. Il racconto appartiene all’immaginario locale: non prova che questa precisa ricetta venisse prodotta nel VII secolo.
Il miele e l’equilibrio
Per la Triple au Miel il produttore descrive un equilibrio fra dolcezza e amarezza, con miele proveniente da apiari locali. È questo il profilo documentato, senza attribuirle frutti o spezie non citati nella scheda. La parola miele attira facilmente l’attenzione sullo zucchero, ma il carattere di una birra non si riassume nel nome di un ingrediente. Fermentazione, cereali e luppolo appartengono anch’essi all’insieme presentato dal birraio.
Un nome comune, birre diverse
Saint-Monon è anche una gamma. Ambrata, scura, Triple au Miel e altre referenze non hanno lo stesso profilo. La cronologia storica della casa mostra come la piccola produzione abbia trovato pubblico oltre Ambly. Un riconoscimento ottenuto da un’altra referenza non deve quindi diventare automaticamente una medaglia della birra al miele. La foto del 2012 raffigura proprio questa versione al miele, con l’aspetto dell’epoca.
Una deviazione da preparare
Le possibilità di visita e incontro si verificano con il birrificio secondo il programma attuale. Si possono capire materie prime e lavoro del birraio senza rendere obbligatoria una degustazione. Per l’acquisto, il nome completo sulla bottiglia aiuta a evitare confusione con l’ambrata o un’edizione particolare. La vecchia fotografia del prodotto è un documento reale; non garantisce che etichetta e confezione siano rimaste identiche oggi.
Consumare con moderazione.
Foto e crediti
Foto 1 — Saint-Monon al miele, fotografia del 2012: la presentazione attuale può essere diversa. Queeste · CC BY-SA 3.0 · Fonte.


