Birra bianca belga: storia di uno stile scomparso e rinato
La bianca di frumento è quasi scomparsa prima di essere rilanciata a Hoegaarden negli anni Sessanta e conquistare il mondo.

Un'antica tradizione di frumento
Nella regione di Hoegaarden le birre bianche hanno utilizzato a lungo frumento e spezie. Il colore chiaro, la torbidità naturale e la freschezza le distinguevano dalle birre più scure che un tempo dominavano molti mercati.
La scomparsa sembrava inevitabile
Industrializzazione, avanzata delle pils e concentrazione dei birrifici indebolirono lo stile. Nel 1957 l'ultimo birrificio tradizionale di Hoegaarden, Tomsin, chiuse i battenti. La bianca locale sembrò allora destinata a diventare un ricordo.
Il rilancio di Pierre Celis
Pierre Celis, che conosceva le pratiche della regione, ricominciò a produrre birra a metà degli anni Sessanta in un ex caseificio. Riportò al centro frumento, coriandolo e scorza d'arancia. Il successo arrivò rapidamente, dimostrando che un gusto antico poteva tornare moderno.
Uno stile diventato universale
La witbier belga viene oggi prodotta ben oltre i confini del Belgio. Il suo equilibrio si basa su leggerezza, acidità delicata, spezie misurate e consistenza morbida. La sua rinascita è uno degli esempi più belli di patrimonio birrario salvato poco prima di scomparire.





