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Filet américain: il piatto belga che non ha nulla di americano

1 set
Tempo di lettura: 2 min

Manzo crudo, salsa vellutata, capperi, scalogno e patatine fritte: il filet américain occupa un posto familiare nelle brasserie belghe. Il nome suggerisce un viaggio oltre Atlantico. La sua storia, invece, riporta direttamente al centro di Bruxelles.


Filet américain preparato con patatine fritte, capperi, scalogno e senape

Una creazione di Bruxelles del 1924


Il filet américain come lo conosciamo fu codificato nel 1924 da Joseph Niels al ristorante La Royale, nelle Galeries Saint-Hubert. Si ispira alla tartare francese, ma cerca una preparazione più uniforme e cremosa.


La famiglia Niels ha conservato il racconto di questa ricetta, diventata uno dei grandi classici della casa. Il nome si è poi diffuso nelle macellerie e nei ristoranti belgi, fino a diventare quasi generico.


Qual è la differenza rispetto a una tartare?


La steak tartare viene spesso battuta al coltello e condita al momento con tuorlo, senape, capperi, cipolla e altri condimenti. Il filet américain è generalmente lavorato più finemente e legato da una salsa omogenea, spesso vicina a una maionese saporita.


La preparazione varia: salsa Worcestershire, capperi, scalogno, senape e peperoncino possono entrare nel condimento. L'equilibrio è delicato. La salsa deve sostenere il gusto del manzo senza trasformare il piatto in una semplice crema speziata.


Crudo significa freschezza assoluta


Poiché la carne non viene cotta, qualità e catena del freddo sono essenziali. Il manzo deve essere freschissimo, preparato con igiene rigorosa e consumato rapidamente. Non bisogna lasciare il filet américain ad aspettare sul tavolo o in una borsa calda.


Le persone più vulnerabili alle infezioni alimentari, in particolare donne in gravidanza, bambini molto piccoli, alcune persone anziane o immunodepresse, devono evitare la carne cruda. Il piacere della tavola non esclude mai la prudenza.


Perché i belgi lo amano tanto


Il filet américain offre un contrasto raro: la carne è tenera e fresca, il condimento vivace, mentre le patatine portano calore e croccantezza. Su una fetta di pane diventa un pranzo rapido; impiattato al momento con un'insalata, assume l'aspetto di un piatto da brasserie.


Piacerà a chi ama la carne cruda, le salse decise e le consistenze fondenti. Una pils belga ben fresca, una bionda secca o un rosso leggero poco tannico accompagnano bene l'insieme. No, non è americano. È forse uno dei piatti più belgi che esistano: generoso, diretto e inseparabile dalle sue patatine.


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