Orval: perché questa birra cambia nella bottiglia?
Giovane, luppolata e vivace; più matura, secca, complessa e leggermente acidula: Orval continua davvero a cambiare dopo l'imbottigliamento.

Una birra che non resta immobile
Orval lascia il birrificio soltanto dopo diverse settimane di maturazione, rifermentazione in bottiglia e controlli. Eppure il suo percorso gustativo non si ferma lì. I lieviti presenti nella bottiglia continuano lentamente a lavorare, trasformando il profilo della birra.
Giovane, fresca e luppolata
Da giovane Orval mostra un bouquet di luppolo fresco, note fruttate e un amaro deciso. La schiuma può sembrare meno compatta ed è possibile un leggero velo. È il volto più vivace della birra, apprezzato per la sua energia aromatica.
Con il tempo, un'altra Orval
Dopo alcuni mesi l'amaro si attenua, emergono maggiormente note di lievito e caramello e una leggera acidità può farsi più presente. La birra diventa più secca e complessa. Non è un miglioramento automatico: è un'evoluzione, con preferenze diverse fra gli appassionati.
Conservarla e servirla bene
Il birrificio consiglia di tenere le bottiglie al riparo dalla luce, fra 10 e 15 °C, e di servire nel vero bicchiere Orval. Il deposito può essere degustato separatamente. Confrontare due date di imbottigliamento è probabilmente il modo migliore per capire perché Orval affascini tanto.





