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Stella Artois: come una birra di Lovanio ha conquistato il mondo

1 set
Tempo di lettura: 2 min

In un caffè di Bruxelles, su una terrazza di Madrid o al banco di un hotel di New York, lo stesso nome ritorna con sorprendente facilità: Stella Artois. Pochi marchi belgi sono diventati così familiari all'estero conservando un'identità immediatamente legata al paese d'origine.


Ma che cosa si può affermare esattamente? AB InBev presenta ufficialmente Stella Artois come la birra belga più venduta al mondo, disponibile in oltre 80 paesi. È un dato più preciso dell'espressione spesso usata «birra belga più esportata». Una parte dei volumi consumati all'estero può infatti essere prodotta localmente su licenza: non tutte le Stella servite nel mondo sono necessariamente partite dal Belgio.


Un'autentica bottiglia belga Stella Artois e il calice ufficiale con marchio, davanti a Lovanio e a un globo che ne evoca la diffusione mondiale

Da Lovanio al mondo intero


La storia del marchio affonda nella tradizione birraria di Lovanio. Il birrificio Den Hoorn è attestato già nel 1366. Sébastien Artois diventa mastro birraio all'inizio del Settecento, prima di dare il proprio nome all'impresa. Queste date raccontano l'antichità di una casa e di un sapere; non significano che la Stella di oggi esistesse già nel Medioevo.


La birra Stella viene lanciata nel 1926 come produzione natalizia. Il nome viene dal latino stella e spiega la stella rossa diventata uno dei segni più riconoscibili del marchio. Il successo stagionale è tale che la birra finisce per essere prodotta tutto l'anno.


Una pils belga diventata un marchio mondiale


Stella Artois ha il profilo di una pils bionda, limpida e accessibile. Questa scelta l'ha resa facile da comprendere in mercati dove il consumatore non conosceva necessariamente la diversità delle birre d'abbazia, delle gueuze o delle saison belghe. Il marchio ha inoltre costruito un universo molto coerente: calice, stella, nome di Lovanio e un rituale di servizio attentamente codificato.


La sua espansione ha poi beneficiato della potenza distributiva del gruppo diventato AB InBev. Questa rete mondiale ha permesso a Stella Artois di entrare in caffè, ristoranti e grande distribuzione di decine di paesi. All'estero occupa spesso una posizione più alta di gamma rispetto a quella che ha nell'immaginario belga.


Il paradosso Stella


In Belgio Stella è una birra quotidiana: una pils che si ordina senza cerimonie. Altrove può diventare ambasciatrice del «Belgian brewing», servita in un bicchiere dedicato e associata a una tradizione europea. Questo contrasto è forse una delle chiavi del successo: abbastanza semplice per viaggiare, abbastanza segnata culturalmente da non diventare anonima.


Questo successo non riassume naturalmente tutta la ricchezza birraria belga. Racconta piuttosto un altro volto del paese: la capacità di trasformare un prodotto popolare, nato a Lovanio, in un riferimento internazionale. Stella Artois non è la più complessa delle nostre birre, ma è senza dubbio una delle più immediatamente riconoscibili.


Da ricordare


La formula più corretta è dunque questa: Stella Artois è la birra belga più venduta al mondo ed è presente in oltre 80 paesi. L'affermazione secondo cui sarebbe «la più esportata per numero di paesi» è plausibile nel senso generale, ma non è sostenuta da una statistica ufficiale distinta e nasconde la realtà della produzione locale in alcuni mercati.


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