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Tarte al djote: il cuore goloso di Nivelles

1 set
Tempo di lettura: 2 min

La prima sorpresa viene dal nome. La seconda arriva scoprendo il ripieno: bietola, un formaggio fresco chiamato boulette e molto burro. A Nivelles, però, la tarte al djote non è una curiosità. È un orgoglio locale, giudicato con una serietà quasi cerimoniale.


Una sottile tarte al djote con bietola e formaggio fresco su un tavolo da brasserie

Una torta salata molto antica


La tradizione di Nivelles presenta la tarte al djote come una ricetta vecchia di diversi secoli. Le prove non consentono sempre di datare precisamente la forma attuale, ed è proprio questo a renderla interessante: si è costruita attraverso usi, famiglie e forni, più che grazie a un'invenzione firmata.


Il nome viene da djote, parola regionale associata alle foglie verdi, qui la bietola. Il ripieno mescola queste foglie finemente preparate con la boulette, un formaggio fresco locale, prima di essere steso su una pasta lievitata.


La boulette fa tutta la differenza


La boulette de Nivelles è un formaggio fresco sgocciolato, dalla consistenza friabile e dal gusto leggermente acidulo. Non svolge lo stesso ruolo di un formaggio affinato: dà sostanza e una freschezza lattica che equilibra il carattere vegetale della bietola.


Il condimento è essenziale. Secondo le ricette si ritrovano pepe ed erbe aromatiche, con gesti custoditi gelosamente. Ma l'ultima parola spetta al burro, aggiunto generosamente per arricchire il ripieno e dare alla torta la sua consistenza morbida.


«Bin tchaude, bin blète»


A Nivelles una formula riassume la degustazione: la torta deve essere ben calda, ben morbida e il burro deve colare. Non si serve dunque come una quiche fredda né come una torta salata spessa. La pasta resta relativamente sottile e il ripieno soffice.


Questa esigenza spiega perché la confraternita locale organizzi degustazioni alla cieca e assegni marchi di qualità agli artigiani. Fondata nel 1980, la Confrérie de la Tarte al Djote tutela la ricetta e stimola l'eccellenza, anziché rinchiudere il prodotto in un'immagine folcloristica.


Per chi e con che cosa?


La tarte al djote piacerà a chi ama formaggi freschi, piatti vegetali generosi e specialità dal gusto schietto. La bietola porta una leggera amarezza, la boulette acidità e il burro una rotondità quasi irresistibile.


Può costituire un pasto con una semplice insalata. Una bionda belga vivace e poco dolce accompagna bene la sua ricchezza. Ma l'essenziale resta la temperatura: una tarte al djote lasciata aspettare troppo perde ciò che ne costituisce l'anima. A Nivelles, la golosità si mangia calda.


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